Alle famiglie dei nostri tre compaesani vittime di questa immane tragedia portiamo il cordoglio degli abitanti di Villa San Pietro, dei loro colleghi, di tutti i sardi e dell’Italia intera, come testimonia la presenza delle autorità civili, militari e religiose e di questa folla immensa. Grazie di cuore per questo atto di vicinanza e solidarietà.
Quando il primo maggio il Presidente della Repubblica ha commemorato le vittime sul lavoro non avremmo mai immaginato che una tragedia di questa portata avrebbe colpito così duramente la nostra piccola comunità.
Questo è un paese operoso, un paese che conosce il lavoro nelle campagne, nel turismo, nell’industria. E’ un paese che ha sempre conosciuto il sacrificio. E’ un paese che conosce i valori più autentici dell’uomo.
Quei valori che portano a donare persino la propria vita per cercare di salvare un compagno di lavoro.
Grazie Bruno, grazie Daniele, grazie Gigi e grazie a Luca scampato alla tragedia. Non vi dimenticheremo.
E a voi, padri, madri, figli, fratelli e sorelle, fidanzate che oggi piangete i vostri cari diciamo che ci impegneremo con tutte le nostre forze affinchè il loro atto di eroismo e coraggio possa avere un significato, un valore e lasci un segno indelebile nel tempo, per evitare che altri uomini cadano tragicamente sul posto di lavoro. Non sarà sufficiente mantenere vivo il loro ricordo dedicando una via, una piazza o un monumento e che comunque faremo.
Mi rivolgo alle Autorità qui presenti: istituzioni, sindacati, aziende e loro rappresentanti; . Il nostro Comune vi propone fin d’ora di costituire assieme una Fondazione o un’Associazione, che chiameremo “26 maggio 2009” proprio per ricordare questa tragedia. Una Fondazione che avrà lo scopo di diffondere ovunque la cultura della sicurezza sui posti di lavoro e verificare, almeno una volta l’anno in questa ricorrenza, il rispetto delle norme, il progresso della legislazione in materia e premiare le migliori iniziative.
Le famiglie di Bruno, Daniele e Gigi, i lavoratori, i cittadini, chiedono verità e giustizia. Lo fanno con estrema dignità e con fermezza. E si uniscono a tutte le altre famiglie italiane, più di mille ogni anno, nel dire basta alle morti bianche.
Questo piccolo paese che ha risposto con dignità e compostezza a una tragedia così grande vuole lanciare un messaggio alle istituzioni e alla politica: almeno su questo tema l’unità dimostrata in questi giorni non si fermi al cordoglio, ma consenta di trovare soluzioni immediate per risolvere questa enorme macchia del mondo del lavoro. Si evitino polemiche e strumentalizzazioni, si mettano insieme tutte le migliori energie: dalla politica, alle imprese e ai sindacati, per far sì che l’Italia risolva questo dramma.
Non è accettabile che nel 2009 si debba assistere alla morte di due giovani ragazzi e di un padre di famiglia.
Concludo richiamando ancora una volta le parole del Presidente Napolitano pronunciate in occasione del primo maggio dell’anno scorso a Roma:
“non ci sono più parole per esprimere sdegno e commozione. E’ ORA DI DECIDERE E AGIRE”.
IL SINDACO
Matteo Muntoni