| Turismo e Servizi - Cenni storici |
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| Martedì 19 Agosto 2008 10:26 |
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Nel 1800 nel luogo di Sa n Pietro il numero degli abitanti risaliva a 174, nel 1826 erano cresciuti a 507, nel 1859 si notarono 448,e si distinguevano in maggiori di anni 20, maschi 116, femmine 126 e minori maschi 100, e minori femmine 106: distribuiti in famiglie 97.
UNO SGUARDO AL PASSATO.
Tra i piccoli comuni dell'isola è quello che detiene un singolare primato:negli ultimi 50 anni il numero dei suoi abitanti è sempre cresciuto.Mai una crisi, una fuga. Dal 1971 i residenti sono passati da poco piu' di 600 agli attuali 1821 (al 31/12/2002). Il paese si è sviluppato lungo la statale sulcitana, quasi cercando uno sbocco verso il mare, distante appena tre chilometri. Villa San Pietro non ha, però, neppure un metro quadrato di litorale. ''Ha rinunciato a tutto, pur di avere l' autonomia'' dicono gli anziani in paese. Frazione di Pula dal 1927, quando il fascismo abolì i piccoli comuni, il centro ha riacquistato l' autonomia amministrativa nel '48.
L' anno successivo la decisione ''storica'' da parte del commissario prefettizio che ha cancellato i segni della dipendenza da Pula anche nel nome: non più San Pietro Pula ma Villa San Pietro.Quella delibera, datata 28 Giugno 1949, è custodita gelosamente negli uffici comunali e mostrata con orgoglio.Si legge che la popolazione ha più volte espresso il desiderio perchè al comune sia ridata l'antica denominazione di ''Villa San Pietro'' quale risultava nei censimenti del 1728 e del 1751 e fino alla promulgazione dell'Editto del 1807 sulla istituzione della prefettura e che '' il villaggio di San Pietro da tempo remoto ha sempre avuto una economia a sè stante e del tutto indipendente da quella di Pula, pertanto, un ulteriore riferimento a Pula all' attuale denominazione del comune si appalesa ingiustificato e inopportuno''. Un atto dovuto, dunque, all' autonomia di un centro antico, sviluppatosi a forma circolare attorno alla chiesetta del tredicesimo secolo:una bella facciata in stile romanico ed un interno povero, la Chiesa di San Pietro ha subito, nell'ultimo periodo, un accurato restauro che l'ha riportata alle sue antiche origini.Considerato da sempre come sobborgo di Pula, il territorio stato popolato fin dal periodo nuragico e poi romano, ma dell'abitato di San Pietro si cominciò ad avere notizie solo intorno al Mille, quando entrò a far parte della Curatoria di Nora e successivamente della Curatoria di Capoterra, nel giudicato di Cagliari.Da allora ''il luogo -scrive l'Angius, nel Dizionario del Casalis - conservò sempre un certo numero di famiglie pastorali e agricole, anche quando Pula restò deserta per timore delle continue invasioni di barbari'' ed aggiunge che i suoi abitanti ''aprofittavano della fertilità del suolo e della abbondanza dei pascoli e facevano guadagno sulla legna che tagliavano e vendevano a Cagliari''. L'importanza economica che l'attività agro-pastorale ha rivestito anche negli anni successivi è ben attestata dal recente stemma comunale che propone, su sfondo azzurro, l'ulivo, l'uva e gli agrumi; l'allevamento è rappresentato da una pecora, mentre una grande quercia ricorda il vicino bosco che si estende fino ai confini di Punta Sebera. |
| Ultimo aggiornamento Giovedì 12 Marzo 2009 09:04 |